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'Una cosa bellissima'.

di Andrea Rotolo

Parliamoci chiaro: l’Europa, o meglio, l’Unione Europea ci serve. Oltre a essere una cosa bellissima (un po’ come le tasse per Padoa-Schioppa e, più recentemente, per Tremonti), è una cosa che fa comodo a tutti noi. Tanto per cominciare se si vuole avere peso sulla scena internazionale è molto meglio presentarsi a una trattativa con la Cina come Unione Europea piuttosto che presentarsi al tavolo come Italia. Oggi, come Europa a 27 stati membri, contiamo circa 300 milioni di abitanti e siamo uno dei mercati economici più importanti. L’Italia, in confronto, ne conta solo 60. Pensiamo poi all’Euro. Sebbene vi siano politici che si riempiono la bocca dicendo che l’Euro ci ha rovinato e, addirittura, da qualche tornata elettorale si presenta una lista chiamata “No Euro” (che però i rimborsi elettorali in Euro non li rifiuta, a quanto pare), la moneta unica ci ha letteralmente salvato le chiappe. Senza scendere in dettagli poco comprensibili, basti interpellare un qualsiasi esperto per avere la seguente risposta: senza l’Euro probabilmente non saremo dove siamo adesso. La moneta unica ha dato stabilità, ci ha riparato e ci ripara tutt’ora dalle crisi dei mercati mondiali (ultima la crisi americana dei subprime). Che poi anche vuoi mettere non dover cambiare i soldi in banca prima di andare a sciare a Chamonix?

Tornando alle cose serie, probabilmente la colpa dei sentimenti negativi nei confronti dell’idea di “Europa unita” non è tutta dei cittadini, della cattiva informazione e di alcuni politici. Sono gli stessi stati membri che spesso fanno confusione e il recente referendum promosso dall’Irlanda sulla ratifica del Trattato di Lisbona ne è un esempio. Indire il referendum è stato un grande errore: come si può domandare ai cittadini di esprimersi sul contenuto di un testo complesso come quello del Trattato di Lisbona? Se qualcuno dovesse cimentarsi nel leggerlo, noterà che si tratta di un complicatissimo testo scritto in termini giuridici, pieno di rimandi ai vecchi trattati che vengono modificati in alcune loro parti. Che poi, non ditelo a nessuno, ma è praticamente uguale alla Costituzione Europea (bocciata dai referendum di Francia e Olanda) a cui hanno cambiato il nome e la forma proprio per evitare che altri referendum popolari fossero giustificati dal fatto che si trattasse di un testo costituzionale.

La verità è che ratificare il Trattato di Lisbona è di fondamentale importanza, visto che al suo interno sono contenute importanti innovazioni nell’organizzazione e nell’impianto decisionale dell’Unione che, attualmente, funziona ancora per lo più secondo regole che andavano bene quando ancora i Paesi membri erano pochi e non 27 come oggi. Pensare ora di mettersi a ridiscutere un nuovo Trattato dopo il no dell’Irlanda e aspettare ancora anni è fuori discussione, perché oggi come oggi l’Europa può decidere ben poco. E mi spieghino ora quelli che hanno accolto il “no” dell’Irlanda con gioia come pensano di trarre vantaggio da questa situazione.

Posted on domenica, giugno 29, 2008 at 08:15PM by Registered Commenterfr in | Comments5 Comments

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Reader Comments (5)

Però vedi, Andrea, non è che tutti vanno a sciare a Chamonix, ci sono anche quelli che pagano un mutuo in euro e questo euro si dà il caso che sia agganciato a politiche monetarie che sono a dir poco irresponsabili (la BCE è pur sempre una promanazione dell'EU, no?). Questo per dire che a parte la tua battuta l'eurozona porta con sé pro e contro; c'è chi vede il bicchiere pieno e chi lo vede vuoto.
D'accordissimo sulla cattiva informazione che è stata fatta sul concetto di Europa unita e sull'uso politico che se ne è fatto e se ne continua a fare. Tuttavia a me pare che la stessa Cee non ha mai attuato forme virtuose di consenso, né ha mai provato a responsabilizzare i suoi cittadini (c'è della malafede): ha fatto tutto di corsa e male, in maniera frettolosa. Perché mi chiedo io, che bisogno avevamo di correre e che bisogno abbiamo di correre sempre e comunque - certo a farla correre era la finalità economica, peccato che con quella non si va sempre 'sano e lontano'. E lo vediamo adesso, che siccome l'economia sta cedendo, tutto l'edificio mostra le crepe, il che non sarebbe stato con un consenso politico fondato dal basso.
Hai ragione sul referendum è troppo semplicistico affidare una questione così complessa all'opinio communis.

luglio 1, 2008 | Unregistered Commenterfabrizio

Ma l'Europa unita non dovrebbe diventare un'Europa unta.

luglio 6, 2008 | Unregistered Commenterportalapizza

Fabrizio, il ragionamento sul mutuo in Euro non funziona: come lo vorresti pagare, oggi in Europa, un mutuo? Al massimo, se uno avesse stipulato un mutuo in dollari, diciamo dieci anni fa, (per gli iscritti all'AIRE era possibile) con l'introduzione dell'Euro ci avrebbe guadagnato!
Il problema delle fregature legate ai mutui in valuta diversa da quella corrente esisteva una ventina di anni fa quando fu introdotto l'ECU, moneta meramente virtuale; ci fu chi, assai avventatamente, accese mutui in questa valuta, rimettendoci spesso anche le mutande; questo in quanto nel Paese circolava la LIRA, con le sue fluttuazioni ma non circolava l'ECU, che aveva una fluttuazione del tutto diversa (e che si rivelò molto penalizzante, nel cambio...)

Una nefasta prospettiva, che il governo attuale purtroppo sembra farci intravedere, è che l'Europa si riduca a 26 Stati, ossia che l'Italia venga espulsa per reiterate infrazioni e/o inosservanza e/o inadempienza alle regole comunitarie.

In questi primi tre mesi di disgraziato governo fascistoide e personalistico, cosa abbiamo rimediato? Avvertimenti, critiche e avvio di procedure di infrazione a catena: per i rifiuti in Campania, per i condoni facili del precedente governo Berlusconi, per gli aiuti giudicati illeciti alle Poste, per l'altrettanto illecito prestito ponte all'Alitalia, per la mancata applicazione della normativa sulle frequenze radiotelevisive, per la schedatura dei bambini rom.....(me ne sono dimenticato qualcuno?). Siamo da tempo la barzelletta d'Europa: se tiriamo ancora di più la corda, questa rischia di saltare!

luglio 18, 2008 | Unregistered CommenterMaurizio2

hai ragione Maurizio, quelli che tu ricordi sono i vantaggi di stare in un'Europa che ha delle regole sane e dei principi di legalità democratica senza il contrappeso dei quali, senza il loro effetto deterrente, non oso pensare cosa sarebbe adesso l'Italia visto il ritorno prepotente del caimano e dei suoi famigli.E tuttavia riconoscerai anche tu che molti problemi esistono sul campo, problemi che in parte abbiamo provato ad affrontare nei nostri contributi al tema.

luglio 20, 2008 | Registered Commenterfr

I problemi ormai sono a livello mondiale e quasi fuori controllo, visto il gap abissale - e crescente!- tra l'incremento dei consumi e la stagnazione della produzione di risorse utilizzabili.
Da questo punto di vista io sono sempre stato assai pessimista, stante anche la mia formazione di strampo "ingegneresco"......Il secondo principio della termodinamica non ci dà alcuno scampo: è solo questione di tempo.

L'appartenenza all'Europa comunitaria (non certo un vanto per gente come Bossi et similia, quelli che cagano sulla bandiera o mandano a culo l'inno nazionale non riuscendo neppure a capire la sintassi italiana delle parole....) ci ha dato una forte mano per riuscire a sopravvivere sino ad oggi; ma l'isolazionismo e l'autarchia predicata da soggetti dal minimo numero di neuroni - e purtuttavia assurti al rango di Ministri della Repubblica - non rappresentano certo la via migliore per sopravvivere a lungo! Avete presente il vecchio film di John Boorman "Zardoz"?

luglio 21, 2008 | Unregistered CommenterMaurizio2

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