Natura senza peccato.
di Fabrizio Rusconi
Il peccato appartiene alla cultura, mentre alla natura tale concetto è sconosciuto. Metafisico collettore di peccati, di tabù, di rimorsi Dio, altissima concrezione, santificata ipostasi di quella cultura che l’uomo si è dato per rendere abitabile un mondo. Non siamo noi fatti a immagine e somiglianza di Dio, è Dio fatto a immagine e somiglianza dell’uomo. Le esigenze di Dio sono le esigenze dell’uomo evoluto, dell’uomo civilizzato. Il decalogo mosaico fonda una nazione, meglio un popolo - più modernamente sarà ‘una società’ - per tramite di un Dio dietro cui si celano, santificate, cultura e tradizione, usi e costumi secolari. Dio non ha più rapporti con la natura perché l’uomo si è trovato dall’altra parte, civilizzandosi ha abiurato al suo panteismo per darsi alla civitas dei, o sia all’eternità incorruttibile e fuori dal tempo della sua stessa creazione, redenta e perfetta.
Nella recrudescenza attuale per ciò che è identità, luogo che certifica la diversità, varrebbe la pena di riscoprire senza i pregiudizi di una cultura che discrimina e indica i probi e i dannati, la ricchezza delle forme che la natura ispira negli uomini. Non esiste peccato per l’uomo naturaliter.
Lettura consigliata, Sade, La filosofia nel boudoir.
Signora di Saint-Ange. Mio marito era già vecchio quando l’ho sposato. Sin dalla prima notte di nozze mi ha avvertito dei suoi gusti, assicurandomi da parte sua che non avrebbe mai contrastato i miei. Gli ho promesso di assecondarlo e da allora abbiamo vissuto entrambi nella più deliziosa libertà. Il piacere di mio marito consiste nel farsi succhiare; ed ecco l’aspetto particolare che egli vi unisce: mentre, china su di lui, con le natiche in corrispondenza del suo viso, pompo con ardore il succo dei suoi coglioni, devo cacargli in bocca!… e lui ingoia!…
Eugénie. Un gusto davvero strano!
Dolmancé. Nessun gusto può essere definito così, mia cara, sono tutti naturali. Creando gli uomini, alla natura è piaciuto differenziare i loro gusti come le loro figure e non dobbiamo stupirci della diversità dei nostri lineamenti più che di quella delle nostre tendenze…”.
Reader Comments (6)
Io ribadisco che peccato è solo far del male all'altro volontariamente. Per il resto, tutto è concesso (però la coprofagia, personalmente...bleah).
cacargli in bocca? pornografia o peccati mortali?
Non si può certo dire che non manchi di originalità. Così mi cancelli in un colpo solo almeno 3500 anni di storia umana.
Naturalia non sunt turpia, si direbbe.
Il cattivo gusto non fa parte della natura, ma certamente della cultura dell'uomo
La natura è altro, è libertà vera, non sensazionalismo
Tra i sette peccati capitali metterei questo: il cattivo gusto.
Elena
elena, ma de gustibus no discutandum est?